Welfood, il nuovo sapore del welfare aziendale

Roberta Castrichella - Robysushi.com

Utilizzare il welfare aziendale come strumento per promuovere un’alimentazione sana e l’utilizzo di metodi di produzione e consumo sostenibili. È questo l'obiettivo di Welfood: un'azienda, un progetto innovativo, orientato al tema della sostenibilità che fa da ponte a tutte le sue attività. Perché se è vero che Welfood offre una pluralità di servizi alle aziende nel campo dell'alimentazione, è altrettanto vero che tutti hanno alla base il pensiero legato al cibo sano, etico e sostenibile. Ne abbiamo parlato con Giacomo Mosca, uno degli ideatori.

Signor Mosca, come nasce l'idea di Welfood?
Il nostro obiettivo è quello di far dialogare le Aziende e le Organizzazioni con il mondo del cibo prodotto secondo criteri e metodi alternativi. Due mondi che spesso sono visti come molto lontani ma che, invece, hanno tanti legami. Noi, inoltre, lavoriamo da sempre dentro questi due emisferi, essendo consulenti aziendali vicini anche al mondo dell'agricoltura alternativa.

Cosa intende per agricoltura alternativa?
Il produrre secondo un principio preciso: prima di preoccuparsi della qualità dei cibi, bisogna prendersi cura dell’ambiente e del territorio in cui vengono prodotti. Inoltre pensiamo debbano essere rivoluzionati i canali distributivi del mondo alimentare, affinché siano a loro volta rispettosi dell’ambiente dei lavoratori. Oggi chi lavora in agricoltura risulta penalizzato dalla grande distribuzione e la sua percentuale di guadagno è spesso minima. L'idea è trovare modalità distributive che ribaltino questo modello, tutelando le retribuzioni di chi lavora e, contemporaneamente, mantenendo competitivi i prezzi finali.

Portare i produttori alternativi nelle grandi aziende, una sfida impossibile?
Le aziende spendono molti soldi in cibo: mense e bar aziendali, servizi catering e tanto altro. L'idea che proponiamo è orientare questi investimenti verso l’agricoltura alternativa. Lo possiamo fare con una pluralità di servizi, il più importante dei quali è quello della spesa online. I dipendenti delle aziende che hanno come partner Welfood possono fare la spesa online e noi la consegniamo sul luogo di lavoro.

Come avviene il criterio di selezione dei produttori?
La nostra “agricoltura alternativa” parte proprio dalla cura del terreno, dei semi, dell’acqua, di tutte le risorse naturali e le materie prime che entrano nel processo produttivo. E poi, c'è anche un discorso di etica nella gestione dei metodi di produzione.
E ovviamente scegliamo produttori che ci garantiscano prodotti buoni e gustosi, eccellenze enogastronomiche. In generale crediamo che la dimensione qualitativa del prodotto sia un derivato di questi stessi criteri.

Cibo di qualità a prezzi accessibili: è una sfida percorribile?
Mi piace citare una frase del saggista statunitense Michael Pollan: “il vero costo del cibo se non lo paghi alla cassa lo paghi da qualche altra parte, lo paga la tua salute, lo paga l’ambiente”. E aggiungo che lo paga chi lavora nella produzione di cibo. La scommessa nostra e dei nostri produttori è quella di proporre cibo di qualità a prezzi accessibili e con retribuzioni adeguate per chi lavora nelle aziende agricole.

Perché un'azienda dovrebbe rivolgersi a Welfood?
Perché offriamo servizi in un ambito ancora poco sviluppato, quello del cibo di qualità nelle aziende. La conciliazione tempi di vita – tempi di lavoro, inoltre, è fondamentale: la consegna della spesa in azienda va ad incidere proprio su questo. Su una qualità della vita migliore, che si riflette poi in un miglior rendimento sul lavoro del lavoratore stesso. E poi c'è la responsabilità sociale d'impresa: i nostri partner hanno anche una connotazione sociale, ad esempio propongono prodotti che vengono creati nelle carceri e in altri contesti riabilitativi.
Welfood offre una pluralità di servizi: forniture per mense e bar aziendali, “social catering”, temporary shop, assortimento regali e confezioni natalizie, corsi di educazioni alimentare e altro ancora. Il tutto con un occhio sempre attento alla sostenibilità e alla qualità del prodotto offerto.
In pratica è possibile fare percorsi di team building attraverso la metafora del cooking. Avere un supporto per la realizzazione di orti aziendali e una visione generale di location sostenibili per eventi aziendali. Trovare senza problemi tutte le informazione per promuovere stili alimentari equilibrati, a cura di nutrizionisti qualificati, anche per particolari tipologie di persone quali, ad esempio, celiaci, sportivi e vegetariani.
Il tutto con un occhio sempre attento all'origine, alla produzione e alla qualità del prodotto offerto.

Su cosa bisognerà puntare, in futuro, per fare in modo che questi progetti abbiano una grande diffusione?
Pensiamo sia importante stimolare una crescita del pensiero che l'agricoltura alternativa può andare di pari passo con le grandi aziende: bisogna accrescere la consapevolezza che si tratta di due mondi legati fra di loro. Perché quando lavoriamo siamo già consumatori di cibo, e quando consumiamo cibo stiamo decidendo il destino di altri lavoratori. E’ un intreccio molto complesso, di cui si possono trasformare gli equilibri.
Inoltre, bisogna sperimentare, creare imprese che siano già nel loro essere delle aziende in grado di far vivere un nuovo modo di distribuire cibo; una forma di imprenditorialità innovativa. E il primo fattore è la creatività.

« Torna indietro

Sali a bordo di IONIQ!

La redazione
IONIQ ATTITUDE - EXPERIENCE

Archivio