Bosco verticale: dialogo tra architettura e natura

RAFFAELE ROMEO ARENA - BuzzNews.it

Uno dei principali obiettivi di molti architetti è sempre stato quello di donare all’uomo un “habitat” perfetto nel quale vivere, dove potersi sentire a proprio agio e in equilibrio. Il contatto con la natura è uno dei punti di forza di grandi progetti del passato: basta citare il piano urbanistico di Le Corbusier per Chardigan, la nuova capitale del Punjab in India, per capire quanto era importante anche per il maestro dell’architettura moderna il dialogo tra uomo e natura.
Ma se l’architetto svizzero a Chardigan non osa spingersi verso l’alto dove il verde non sarebbe potuto arrivare, a Milano il Bosco Verticale sale verso il cielo senza tralasciare che il verde faccia parte del costruito.

Per questo motivo ho voluto fare visita al complesso dei due palazzi milanesi che sorgono ai margini del quartiere Isola. Il mio consiglio è di guardarli non solo da piazza Gae Aulenti, ma di avvicinarvi per poterli ammirare nei minimi particolari. Noterete che si tratta di un progetto davvero unico, capace di trasformare una zona metropolitana in qualcosa di diverso. Un mix perfetto tra architettura e natura.
Quando il team di progettisti, gli architetti Boeri, Barreca e Lavarra si sono cimentati in questo esperimento progettuale, dietro ogni linea che veniva tracciata c’era la risposta ad una sfida: consegnare alla città, all’uomo, un’architettura che elevasse gli standard qualitativi dell’abitare senza tralasciare lo studio stilistico. Il risultato: il Bosco Verticale nel 2014 vince il premio International Highrise Award come miglior palazzo multipiano, oltre ad esser stato considerato “miglior edificio europeo e mondiale” nel 2015 dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Il sostenibile dopo anni di cemento

L’architettura oggi è assetata di sostenibilità. Dopo anni di complessi abitativi concepiti secondo le regole del danaro di molti costruttori, la coscienza architettonica di molti progettisti si è rivoltata contro la cieca idea di costruire senza considerare l’uomo e il contesto verde. Il Bosco Verticale è la risposta più bella a cui si potesse aspirare: la costruzione che dialoga con il verde.

Il palazzo sale verso l’alto secondo logiche costruttive ingegneristiche: la facciata è composta dalle piante che ricoprono il ruolo di facciata e dialogano con l’ambiente circostante.

La costruzione di un microclima per il controllo climatico

Per la realizzazione del Bosco Verticale c’è stata una accurata selezione di 1000 differenti alberi e ben 15000 arbusti: tutti perenni e rampicanti, scelte con lo scopo di creare su ogni singola terrazza un piccolo mondo verde tra le terrazze dei due palazzi. Questo mondo immerso nella vegetazione è in grado di creare un microclima capace di: assorbire CO2 e quindi ridurre sensibilmente l’inquinamento, ridurre il soleggiamento estivo che porta ad un abbattimento sensibile dell’impiego di sistemi artificiali di raffrescamento dell’aria, favorire lo sviluppo della fauna locale e il controllo climatico che garantisce una minore escursione termica. Quest’ultimo aspetto è il punto di forza del progetto: un controllo dell’escursione termica e del clima dell’edificio tramite l’impiego della vegetazione, è la risposta alla necessaria diminuzione dei consumi di materie prime per garantire il comfort negli spazi abitativi.

La vera architettura sostenibile

Il progetto del Bosco Verticale si poggia sul dialogo costante tra natura e architettura. Un dialogo che ha spinto il mondo dell’architettura ad aprire il dibattito sulla necessità di mutare il pensiero progettuale di oggi. Le città hanno bisogno di architettura sostenibile. Spesso le argomentazioni si limitano ad analizzare gli aspetti ambientali ed economici, tralasciando la sostenibilità: il Bosco Verticale invece parte dalla sostenibilità facendola dialogare in maniera armonica con il design e il contesto in cui è inserito.

La speranza è che questo primo grande esperimento sia il primo passo per la creazione di un sistema urbano che dialoghi con le esigenze dell’uomo e dell’ambiente. Costruire oggi edifici pienamente sostenibili è ancora un progetto tanto ambizioso, soprattutto per via dei costi che comporta realizzare edifici così pensati. Ma lo studio Boeri con il Bosco Verticale ha il grande merito di aver lanciato un messaggio molto forte: la strada verso edifici pienamente sostenibili, in grado di creare una forte connessione con l’ambiente circostante, è stata intrapresa.

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