Economia e sostenibilità: un legame vincente verso un futuro rivoluzionario. Intervista a Valentina Boschetto - futurista e business consultant

Economia e sostenibilità: un legame vincente verso un futuro rivoluzionario
Intervista a Valentina Boschetto - futurista e business consultant

Letizia Cilente - www.blondesuite.com

Il mondo cambia velocemente, cambiano i punti di vista dai quali si osservano le cose, cambia il modo di farle e il perché le si fanno. Anche se sono tante le “derive” alle quali stiamo andando (inconsciamente?) incontro, c’è qualcosa che invece sembra andare nella direzione giusta. Sto parlando della sostenibilità, dell’attenzione all’ambiente che ci circonda, in tutte le sue forme. Per fare il salto di qualità sul tema della sostenibilità e portarlo davvero alla ribalta bisogna associarlo a qualcosa che trasformi le nostre vite, da un punto di vista emotivo, ma anche pratico ed economico, qualcosa che possa farci capire quanto sia importante correre tutti insieme verso il rispetto del pianeta in cui viviamo. Il turismo lega i popoli di tutto il mondo, accorcia distanze culturali e sociali, ci aiuta a scoprire quanto è ricco il patrimonio che ci circonda e quanto è importante e fondamentale rispettarlo e salvaguardarlo. Legare, quindi, la sostenibilità al turismo è quanto di meglio si possa fare per scoprire le potenzialità infinite che questo connubio può esprimere.

Alla ricerca di spiegazioni e opinioni sulla sostenibilità nel turismo, abbiamo intervistato una professionista che si occupa di analisi e costruzione di scenari economici e sociali del futuro. Chi meglio di Valentina Boschetto - futurista e business consultant in Irlanda, membro del Copenhagen Institute for Future Studies, con un bagaglio illustre di esperienze internazionali in ambito di destination management, sviluppo dei territori e Marketing Director per Global Brand - poteva darci le risposte che cercavamo?

Abbiamo chiesto a Valentina, una delle nostre “immigrate” di successo che vive la dimensione internazionale con contagioso entusiasmo, quali sono le tematiche più rilevanti e le riflessioni da tenere a mente quando si pensa allo sviluppo sostenibile dell’industria turistica.

1) Economia e Sostenibilità possono andare d'accordo?

Economia e sostenibilità non solo possono andare d'accordo, ma possono anche trionfare insieme. Sappiamo tutti che le risorse del pianeta sono "finite" (non "infinite"), e la marcia dei popoli occidentali verso la consapevolezza è stata, per fortuna inarrestabile.

Ogni era porta al potere nuove classi dirigenti, ma lo scenario geo-politico ed economico uscito dalla seconda guerra mondiale ha determinato una formula nella gestione del potere politico che è rimasta pressoché immutata fino ad oggi. Siamo sulla cuspide di cambiamenti tellurici che porteranno alla ribalta temi e priorità sostanzialmente diverse dagli ultimi cinquant'anni. L'assioma della globalizzazione è stato messo sotto accusa, così come il mito della crescita infinita del PIL. Cambieranno gli indici con cui si misura il benessere e assisteremo ad un ritorno massiccio di economie circolari, in cui il territorio genera, crea, consuma in un ciclo molto consapevole e solidale con se stesso. I paesi con territori fertili ed economie endogene variegate avranno un vantaggio fenomenale.

2) Cosa è possibile fare per dimostrare alle aziende che un percorso verso la sostenibilità è la strada giusta da intraprendere?

Portarle a visitare i territori che hanno già fatto questa scelta, come il Trentino Alto Adige, in cui l'energia da risorse rinnovabili raggiunge il 90% dei consumi. E non solo perché agli imprenditori si danno delle gran pacche sulle spalle, ma anche perché li si sostiene economicamente con scelte di investimenti che portano il territorio ad una forza endogena. È la storia delle case dei tre porcellini. Quello che, alla fine della storia, non ha paura del lupo, è lo stesso che ci ha messo di più a costruire la casa. Ha usato materiali più resistenti e ha investito con serietà. La macroeconomia che non riesce a vedere oltre l'arco temporale di 1 - 3 anni è condannata ad essere in balia dei venti.

3) Un esempio. Il prossimo stadio dell'Atletico Madrid sarà un modello in tema di ecosostenibilità. Secondo lei, cosa c’è a monte di un progetto del genere e perché questi casi virtuosi sono ancora tanto isolati?

La politica della lungimiranza è direttamente proporzionale, appunto.... alla lungimiranza della classe politica! Quando una classe politica e di amministratori si ricorda di essere stata eletta per "servire il bene comune" allora sanno compiere scelte di sostanza.

4) L'italiano è spesso esterofilo. A suo avviso, siamo un Paese in marcia verso un futuro sostenibile o abbiamo le solite lacune tutte italiane?

L'Italia è il Giardino del Re, tanto che la sua bellezza e le sue risorse culturali e artistiche hanno fatto gola a tutti i popoli a portata di invasione. Credo che abbiamo il record mondiale di "ospiti" e "colonizzatori". Ed è per questo che "gesticoliamo" quando parliamo: perché non avevamo tempo di imparare le lingue dei nuovi arrivati! Le due "piaghe" dell'Italia sono la mancanza di investimento nella formazione accademica e il mancato investimento infrastrutturale nel digitale. La prima permette di "parlare una lingua comune" e di interpretare le opportunità con competenza. La seconda avrebbe permesso di fare parte della famosa Quarta Rivoluzione Industriale. Per la quale abbiamo tutto ciò che serve, e di più, tranne che non ci si può entrare con il fax.

Parole che fanno riflettere e ci regalano un quadro che ancora una volta ci mette davanti una situazione che conosciamo bene ma che fatica a cambiare. Parafrasando Valentina e la sua favola siamo proprio come la volpe che non arriva all’uva e dice che è acerba quando basterebbe saltare un po’ di più tutti insieme e renderci conto di quanto è buona!


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